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	<title>Equitabile</title>
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	<description>Lavorare con il Cavallo al Servizio del Sociale</description>
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		<title>Equitabile.com: un nuovo sito sempre più vicino ai nostri Partner</title>
		<link>http://www.equitabile.it/protagonismo-giovanile/equitabile-com-un-nuovo-sito-sempre-piu-vicino-ai-nostri-partner/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 17:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro Nel Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Protagonismo Giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[equigarden]]></category>
		<category><![CDATA[equitabile.com]]></category>
		<category><![CDATA[mini-blog personalizzato e gratuito]]></category>

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		<description><![CDATA[La presenza sul web che caratterizza EQUITABILE® nella divulgazione dei messaggi inclusivi legati al cavallo nel Terzo Settore sta traghettando progressivamente il nostro movimento in una logica di network: più siti internet che interagiscono tra loro per confluire verso lo stesso obiettivo mediatico. Ai nostri tradizionali siti presenti da tempo sul web si è aggiunto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">La presenza sul web che caratterizza <strong>EQUITABILE®</strong> nella divulgazione dei messaggi inclusivi legati al cavallo nel Terzo Settore sta traghettando progressivamente il nostro movimento in una logica di network: più siti internet che interagiscono tra loro per confluire verso lo stesso obiettivo mediatico.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ai nostri tradizionali siti presenti da tempo sul web si è aggiunto di recente il nuovo blog </span><a href="http://www.equitabile.com" target="_blank"><strong>www.equitabile.com</strong></a> <span style="color: #000000;">che prende origine dal Progetto <strong>EQUIGARDEN</strong>, finanziato dal &#8220;<strong>Bando Giovani Protagonisti</strong>&#8221; del <strong>Ministero della Gioventù</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://equitabile.com/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3685 alignright" title="equitabile.com" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/05/equitabile.com_-158x300.jpg" alt="" width="169" height="300" /></a>Oltre a permettere la diffusione ad ampio raggio delle differenti azioni ludiche volte a stimolare l&#8217;inclusione di soggetti svantaggiati in un contesto equestre normalizzante, questo nuovo spazio web vuole dare visibilità alle iniziative territoriali concatenate o riconducibili al progetto stesso.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per questo motivo é stata sviluppata inizialmente <strong>una rete di sinergie tra i parnter di EQUIGARDEN</strong> che nel tempo verrà implementata a tutte quelle Associazioni che, pur non avendo un ruolo attivo all&#8217;interno del Progetto, desiderano dare continuità all&#8217;iniziativa al di là del biennio sostenuto dal Ministero.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Uno degli obiettivi di un Progetto è infatti quello che contempla la sua <strong>sostenibilità</strong>: terminato il periodo di sostegno economico da parte dell&#8217;Ente Pubblico, diventa importante dimostrare l&#8217;efficacia delle azioni intraprese con la loro naturale prosecuzione indipendentemente dal finanziamento iniziale. In questo senso il seme posto dal Bando vedrà una naturale soluzione di continuità con la rete che già da tempo stiamo sviluppando con tutti i nostri affiliati.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il punto di forza di <strong>www.equitabile.com</strong> è nella sua particolare struttura che permette la realizzazione di</span><strong> <a href="http://equitabile.com/un-miniblog-gratis-per-tutti-i-nostri-partner/" target="_blank">mini-blog personalizzati</a></strong> <span style="color: #000000;">dall&#8217;indirizzo URL &#8220;tuosito.equitabile.com&#8221;; un benefit per i Partner di <strong>EQUITABILE®</strong> che garantisce quella necessaria<strong> visibilità</strong> per divulgare le loro specifiche attività in Equitazione Integrata™ o Mediazione Equestre con uno strumento semplice, gratuito ed estremamente efficace: internet!</span></p>
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		<title>Il corso per Mediatori Equestri in Lombardia</title>
		<link>http://www.equitabile.it/corsi-di-formazione/il-corso-per-mediatori-equestri-in-lombardia/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 15:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi di Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mediazione Equestre]]></category>
		<category><![CDATA[corsi]]></category>
		<category><![CDATA[corsi equitabile]]></category>
		<category><![CDATA[mediatori equestri]]></category>
		<category><![CDATA[mediazione equestre]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel week-end del 9-10 Giugno 2012  in provincia di Milano avrà luogo il corso di formazione per Mediatori Equestri con sensibilizzazione “Intercultura”. La nuova sfida di EQUITABILE® vede nelle attività di zooantropologia didattica applicata al cavallo una interessante alternativa per la promozione di iniziative ludico-ricreative dal taglio educativo e risocializzante nelle attività a terra in maneggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Nel week-end del <strong>9-10 Giugno 2012  in provincia di Milano </strong>avrà luogo il <strong>corso di formazione per Mediatori Equestri</strong> con sensibilizzazione “Intercultura”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La nuova sfida di <strong>EQUITABILE®</strong> vede nelle attività di <strong>zooantropologia didattica applicata al cavallo</strong> una interessante alternativa per la promozione di iniziative ludico-ricreative dal taglio educativo e risocializzante nelle <strong>attività a terra</strong> in maneggio e referenziali, da svolgersi su laboratori in classe o centro per disabili.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/01/chiara.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3341" title="chiara" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/01/chiara.jpg" alt="" width="128" height="170" /></a>Proprio perché è esclusa a priori la componente della tecnica equestre <strong>il corso è aperto a tutti</strong> <strong>gli appassionati</strong> sensibili alle tematiche del Sociale e dell&#8217;Educazione Informale: <strong>non viene infatti richiesta alcuna abilità nel montare a cavallo!</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il fine principale è quello di <strong>fornire spunti di educazione informale</strong> mediata dal Nobile Animale per sensibilizzare i più giovani all’inclusione dei più deboli o di coloro a rischio di esclusione sociale; per questo motivo l’attenzione dei nostri corsi per Mediatori Equestri è particolarmente proiettata al mondo delle <strong>diverse abilità</strong> e dell’<strong>intercultura</strong>. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">I naturali fruitori dei <strong>Progetti di Mediazione Equestre</strong> sono gli alunni della scuola dell’obbligo, i giovani in età evolutiva dei Centri di Aggregazione Giovanile e gli utenti dei Centri per Disabili.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><strong>TERMINE ISCRIZIONI 1 GIUGNO 2012!!</strong></span><br />
</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/04/modalita_modulo_iscrizione_mediatori_Lombardia_giu.2012.pdf" target="_blank"><img class="size-full wp-image-2380 aligncenter" title="maggiori-informazioni" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2011/08/maggiori-informazioni.png" alt="" width="334" height="141" /></a></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #ff0000;">La mediazione equestre: tra lavori a terra e laboratori didattico-espressivi.</span></strong><br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2011/08/assertività-in-maneggio.jpg"><img class="size-full wp-image-2393 alignleft" title="assertività in maneggio" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2011/08/assertività-in-maneggio.jpg" alt="" width="169" height="127" /></a><span style="color: #000000;">L’intero percorso di formazione (2 week-end, specializzazione “Sociale” + “Intercultura” e un breve tirocinio o lezioni a terra con istruttore) che prevede la Registrazione effettiva del Brevetto Tecnico fornisce al Mediatore il necessario indottrinamento per gestire in sicurezza gli animali più  mansueti nell’attività con i giovani alunni e lo mette in condizione di proporre laboratori tematici di tipo referenziale in aula. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;esclusione dell&#8217;attività in sella potrebbe venire interpretata come una proposta &#8220;mutilata&#8221; dalla grande opportunità di salire sul cavallo, sperimentando attività, vissuti ed emozioni che solo sul suo dorso è possibile apprezzare.<br />
Se da un lato questo può apparire vero, dall’altro, questa nuova specializzazione è da considerarsi alternativa -o compensatoria- al montare in sella: attraverso i presupposti dei Progetti di Mediazione Equestre è possibile proporre una diversa occasione di <strong>confronto</strong> “tra i pari” ed il cavallo in chiave <strong>referenziale e relazionale.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Ma cosa distingue queste due modalità di intervento?</span></strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;">Nei<strong> Progetti di Mediazione Equestre (P.M.E.)</strong> di tipo <strong>referenziale</strong> <em>l&#8217;animale non è fisicamente presente ma <strong>si fa semplicemente riferimento a lui</strong> o alle sue caratteristiche: </em>in genere sono attività preliminari  <strong>proposte in aula</strong>, dove il soggetto ha un ruolo attivo e partecipativo;<strong> </strong>possono essere posturali-cinetiche, percettive, espressivo-figurative, manipolative, collaborativo-sociali, di autocontrollo e drammatizzazioni, e possono prevedere alcuni momenti frontali (anche con l’ausilio di audiovisivi) e di gioco. </span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;">Nelle attività di tipo <strong>relazionale</strong> -<em>che possono essere osservative, interattive, gestionali, dove l&#8217;animale è coinvolto ed è protagonista attivo-</em> si realizzano<strong> interventi direttamente in campo</strong>, permettendo ai giovani praticanti di <strong>mettere in pratica</strong> quanto appreso in precedenza e di lavorare su aspetti più emozionali, relazionali e performativi pratici. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">I corsi di formazione per <strong>Mediatori Equestri</strong> sono particolarmente<strong> rivolti a Educatori ed Insegnanti</strong> o semplici appassionati che desiderano promuovere non solo l’<strong>avvicinamento al nobile animale</strong>, ma che desiderino sviluppare <strong>progetti educativi</strong> volti all’inclusione dei più deboli con il tema del cavallo e della relazione che si può andare ad instaurare con esso.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/04/modalita_modulo_iscrizione_mediatori_Lombardia_giu.2012.pdf" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-2383" title="iscrivitihome" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2011/08/iscrivitihome.jpg" alt="" width="148" height="78" /></a>I Progetti di Mediazione Equestre diventano così “<strong>proposte aperte</strong>” che possono venire adattate <strong>alle specifiche esigenze dei differenti fruitori</strong>, calibrando non solo il numero di incontri per i singoli gruppi di lavoro, ma bilanciando le attività in aula (che potrebbe essere la stessa sede dell’Ente inviante come Scuola, Centro Diurno, Associazione, ecc.) con quelle direttamente a contatto con il cavallo.</span></p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #ff0000;">Sensibilizzazione &#8220;Sociale&#8221;:</span></strong> <span style="color: #000000;">per promuovere attività di mediazione equestre con particolare attenzione verso le diverse abilità e l&#8217;<strong>inclusione dei soggetti deboli</strong> all&#8217;interno di piccoli gruppi di compagni normodotati, per sostenere attraverso il Cavallo <strong>l&#8217;immagine positiva delle persone disabili</strong> voluta dall&#8217;Anno Europeo 2003;<br />
</span></li>
<li><span style="color: #ff0000;"><strong>Sensibilizzazione &#8220;Intercultura&#8221;:</strong></span> <span style="color: #000000;">partendo dallo spunto verso le diversità etniche, religiose o culturali, si promuovono laboratori didattici ed esperienze a tema equestre finalizzate alla comprensione del <strong>valore dell&#8217;accoglienza e dell&#8217;accettazione</strong>, per vivere la presenza dei &#8220;nuovi immigrati&#8221; o delle cosiddette &#8220;<strong>seconde generazioni</strong>&#8221; come occasione di crescita personale e sociale per un mondo dai molti colori!</span></li>
</ul>
<p><span style="color: #000000;">Le differenti &#8221;Sensibilizzazioni&#8221; prevedono <strong>moduli autonomi sebbene complementari tra loro</strong>, e vengono organizzati nella formula week-end &#8220;full immersion&#8221; per venire incontro alle esigenze dei singoli partecipanti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><strong>La piena operatività del Mediatore avviene con la Registrazione</strong> del candidato ed a seguito del completamento del percorso formativo previsto dal <a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/01/REGOLAMENTO-MEDIATORI-EQUESTRI-2012.pdf" target="_blank"><strong>Regolamento Tecnico di Settore</strong></a> che prevede la partecipazione ad entrambi i moduli di sensibilizzazione, il superamento dei relativi test on-line, lo svolgimento del Tirocinio Pratico ed il raggiungimento delle abilità tecniche richieste come da specifico documento relativo al Bilancio delle Competenze acquisite.</span><strong></strong></span></p>
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		<title>La paura della persona debole nell’interazione col cavallo</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 16:28:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro Nel Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[gestire la paura dell'utente]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso capita di lavorare con utenti particolarmente timorosi ad affrontare le novità o semplicemente rigidi nell’accettare situazioni ritenute potenzialmente pericolose. Nell’incontro con il cavallo queste criticità possono evidenziarsi con una certa enfasi soprattutto nelle prime fasi dell’avvicinamento o durante la richiesta di nuove proposte non conosciute dall’utente che creano una certa ansia come, ad esempio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Spesso capita di lavorare con <strong>utenti particolarmente timorosi </strong>ad affrontare le novità o semplicemente rigidi nell’accettare situazioni ritenute potenzialmente pericolose. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nell’incontro con il cavallo queste criticità possono evidenziarsi con una certa enfasi soprattutto <strong>nelle prime fasi dell’avvicinamento</strong> o durante la richiesta di nuove proposte non conosciute dall’utente che creano una certa ansia come, ad esempio, le prime salita in sella.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ansia, timore, paura, terrore; termini che prevedono definizioni specifiche e che, pur similari tra loro, manifestano caratteristiche proprie, in un crescendo di reazioni e comportamenti che, se non gestiti al meglio o previsti come possibile variabile in una relazione d’aiuto, rischiano di screditare un intervento educativo. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ma <strong>cos’è la paura</strong> e come può manifestarsi durante una <strong>attività in sella</strong> o nel solo <strong>contatto con il cavallo</strong>?</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E’ forse <strong>la risposta emotiva per eccellenza</strong>, quella difesa primordiale che permette alla persona che si sente “minacciata” di sviluppare una complessa reazione picologica e fisiologica (e del sistema nervoso autonomo) <strong>per garantire la sopravvivenza</strong>; in queste circostanze la nostra parte più arcaica ci pone di fronte a due soluzioni: “combatti o fuggi”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il meccanismo è particolarmente complesso e la sua efficacia e immediatezza nella reazione sono determinanti per <strong>tutelarci e preservarci nelle situazioni rischiose</strong>.<br />
E’ proprio la percezione soggettiva di una situazione che suggerisce il tipo di comportamento da attuare; l’interpretazione della realtà è determinata dalle esperienze precedenti, dal livello di conoscenza o da un certo pregiudizio, spesso inculcato dagli altri.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/01/timore.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3323" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/01/timore-300x225.jpg" alt="" width="163" height="128" /></a><strong>La paura</strong> in genere si manifesta di fronte a situazioni nuove ed impreviste; spesso inibisce la persona rendendola particolarmente incapace di connettere o fare qualcosa. Nel lavoro con disabili <strong>si può manifestare attraverso la fuga o l’evitamento</strong>, meno frequentemente con l’insorgere dei cosiddetti comportamenti problema, come l’autolesionismo.<br />
In una attività di <strong>rieducazione equestre</strong> promossa seriamente è difficile raggiungere livelli di paura-terrore tali da mettere in una condizione di puro disagio l’utente: questo perché l’intervento (modalità, tempistiche, obiettivi, progressione, valutazione dei ritorni ecc&#8230;) è studiato sin dalla presa in carico della Persona e la competenza del Tecnico indirizza sempre le esperienze nella sfera positiva grazie alla sua figura di mediatore facilitante.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il timore nell’affrontare alcune situazioni è normale in molti utenti deboli: in queste occasioni <strong>la sola presenza della figura di riferimento</strong> o una sua parola di sostegno possono fare veramente molto&#8230;  In aggiunta, la progressione delle attività e la capacità di rimodellare una proposta -magari proponendo attività più semplici o già conosciute dall’allievo- convogliano questi possibili <strong>momenti di crisi</strong> e permettono il <strong>superamento dell’ansia</strong> per una efficace ri-partenza.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Diventa così particolarmente importante la <strong>capacità previsionale associata ad una rigida progressione educativa</strong> che va dal facile al difficile, dal noto all’ignoto; in una relazione d’aiuto, soprattutto in <strong>rieducazione equestre</strong> dove la variabile cavallo può scatenare situazioni imprevedibili è chiaro che possano verificarsi momenti di regressione. Non dimentichiamo che, sebbene idoneo per indole, mole, età ed addestramento, resta sempre un animale che in particolari situazioni reagisce con l’istinto della preda!</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il tempo diventa così una variabile fondamentale ma non determinante: <strong>il buon educatore</strong> deve saper osservare, capire, interpretare e spesso accontentarsi delle riposte del nostro allievo senza però dipendere da una rigida scansione temporale per il raggiungimento di obiettivi educativi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il nostro suggerimento di fronte ad una espressione di paura è quello di stimolare il nostro allievo a<strong> verbalizzare le proprie emozioni</strong> e facilitare una personale interpretazione delle cause che hanno creato la reazione; di seguito sarà necessario tornare sui nostri passi proponendo <strong>attività ed esercizi più semplici </strong>e facilmente gestibili emotivamente senza obbligare l’allievo a fare ciò che non si sente capace di affrontare. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">E’ un continuo rimettersi in gioco. Accogliere con soddisfazione i progressi raggiunti ma soprattutto accettare i momenti di stallo o regressione, soprattutto quando dettati da paure più o meno esplicite verso il cavallo o sue reazioni “strane”ed individuare nuovi stimoli per <strong>riprendere in mano le redini dell’interazione efficace e positiva</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Va da se che se il lavoro alla base è stato svolto con competenza, serietà, “<em>lento pede</em>” e progressione diventerà molto più semplice riassorbire queste situazioni.</span></p>
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		<title>Il cavallo come supporto ai bambini con  disturbi specifici dell’apprendimento</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 13:12:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione Informale]]></category>
		<category><![CDATA[Mediazione Equestre]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento informale]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi specifici dell'apprendimento]]></category>

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		<description><![CDATA[La recente legge 170/2010 ha riportato l’attenzione su una tematica che caratterizza un grande numero bambini in età scolare e sul loro diritto ad una istruzione adattata alle loro condizioni: i disturbi specifici dell’apprendimento. Questo termine inquadra una serie di deficit nell’apprendimento e nell’utilizzo di abilità riconducibili all’ascolto, alla lettura, alla logica e matematica, oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">La recente legge 170/2010 ha riportato l’attenzione su una tematica che caratterizza un grande numero bambini in età scolare e sul loro diritto ad una istruzione adattata alle loro condizioni:<strong> i disturbi specifici dell’apprendimento</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questo termine inquadra una serie di <strong>deficit</strong> nell’apprendimento e nell’utilizzo <strong>di abilità riconducibili all’ascolto, alla lettura, alla logica e matematica, oltre che all’espressione verbale</strong>, le cui origini sarebbero dovute a disfunzioni a carico di determinate aree cerebrali particolarmente complesse e “subdole”: nei tempi addietro infatti si interpretavano questi “segnali” del bambino come svogliatezza o semplice disattenzione, aggravando la frustrazione iniziale dell’alunno con gratuite e negative punizioni.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Sempre più spesso vengono <strong>associati problemi comportamentali</strong> riconducibili ad un riadattamento a questo disagio che inevitabilmente affligge i diretti interessati; la stessa percezione ed interazione con l’ambiente esterno possono diventare particolarmente problematiche, tanto da richiedere nei casi più importanti, interventi non solo educativi “speciali” ma anche di supporto psicologico.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E’ frequente osservare casi di DSA in soggetti già affetti da altre forme di disabilità o disagio influenzato da particolari contesti socio-culturali (migrazione da altro paese, istruzione familiare, vissuti poco stimolanti…) sebbene non appaiano la risposta a quelle condizioni o influenze.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Oggettivamente il problema è di tipo performativo e si manifesta già dalle prime fasi dello sviluppo: l’abilità nella lettura, nella scrittura o nel calcolo risulta particolarmente deficitaria (e caratteristica per tipologia di errori commessi) in relazione a quanto ci si aspetterebbe data l’età cronologica del soggetto. In parole povere,<strong> l’abilità espressa è notevolmente inferiore rispetto alla media dei coetanei e va ad interferire sull’andamento scolastico</strong> e sulle attività della vita quotidiana.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Vi è una differenza fondamentale rispetto al più generico ritardo mentale: il termine “specifico” sottolinea l’aspetto deficitario in quella particolare area di apprendimento, non intralciando le altre competenze generali. In questo senso di può parlare a tutti gli effetti di “disarmonie”: il soggetto si trova ad essere “efficace” in tutte le aree funzionali tranne –appunto- quella della sfera dell’apprendimento specifico.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2011/12/lettere.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignright size-medium wp-image-3127" title="lettere" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2011/12/lettere-287x300.jpg" alt="" width="131" height="129" /></span></a>Dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia: termini che definiscono gli specifici disturbi rispettivamente nella lettura, nello scrivere e nel far di calcolo.<br />
</span><span style="color: #000000;">E’ facile pensare quanto il disturbo della lettura, caratterizzato da distorsioni, sostituzioni o omissioni di alcuni elementi (lettere, parole o righe) possa influire sulla comprensione di un semplice documento e come possa di conseguenza interferire sull’apprendimento generale del soggetto… </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Anche la difficoltà nel tradurre in forma scritta le parole ascoltate (il passaggio dal codice fonetico a quello grafemico) o utilizzare una scrittura “incomprensibile”, irregolare e gravemente compromessa possono rallentare il percorso scolastico del soggetto che, senza opportuno sostegno, rischierebbe di rimanere indietro rispetto ai pari contribuendo a sviluppare <strong>frustrazione</strong> ed un probabile successivo <strong>abbandono</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La 170/2010 ha reso ufficiale l’impegno dell’istituzione scolastica nel provvedere con sempre più incisività al riconoscimento di questi problemi ed al</span> <strong><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2011/12/linee_guida_sui_dsa_12luglio2011.pdf" target="_blank">perseguire metodologie di educazione adattata</a></strong><span style="color: #000000;">. Si ritiene che alla base di questi protocolli debba innanzitutto venir considerato<strong> il benessere dell’alunno</strong> attraverso l’adattamento di un piano educativo individualizzato che abbia l’obiettivo di tirar fuori il massimo dal bambino nel piacere di apprendere senza abbattimenti emotivi che certamente andrebbero ad influenzare il suo sviluppo armonico nella grande sfida al raggiungimento dell’età adulta.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In questo senso <strong>l’educazione informale</strong> può certamente fornire un grande contributo nel ridurre l’impatto che questi disturbi possono avere sulla carriera scolastica e sulla vita degli alunni.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Chi non ricorda “La poetica del vero” del Manzoni? Il Vero come oggetto, l’utile come scopo, l’interessante come mezzo. <strong>Il cavallo e le attività ad esso associate sono proprio “l’interessante”</strong> in grado di attivare e predisporre il bambino con DSA e compensarne il raggiungimento di molti <strong>obiettivi educativi</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Grazie ai principi tuttora validi della pedagogia pizzigoniana è possibile apprendere direttamente dalla natura per mezzo di un vissuto direttamente sperimentato, contribuendo allo sviluppo di uno <strong>stile educativo di tipo deduttivo</strong> e particolarmente piacevole perché non dogmatico e frontale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il presente articolo non può suggerire soluzioni preconfezionate in relazione ai singolo aspetti inerenti i disturbi specifici dell’apprendimento poiché<strong> la soggettività dell’alunno impone una personalizzazione dell’intervento</strong> anche in un contesto di apprendimento informale come quello della mediazione equestre; è però auspicabile lo sviluppo di una modalità di intervento a supporto delle agenzie educative ufficiali e condivisa in equipe con gli educatori di riferimento, proiettando le attività osservate e sperimentate direttamente con <strong>restituzioni che incentivino la produzione espressiva deficitaria</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2011/12/testiera.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3131" title="testiera" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2011/12/testiera.jpg" alt="" width="127" height="128" /></a>Ad esempio, per alcune situazioni di disgrafia, potrebbe rivelarsi opportuno un intervento che vada a <strong>stimolare l’osservazione</strong> ed il riconoscimento preventivo di alcuni elementi inerenti il cavallo (<em>gli alimenti, fieno, avena, erba, orzo… oppure il materiale di selleria, sella, morso, brusca… oppure le parti morfologiche dell’animale, testa, collo, groppa…</em>) per poi, successivamente (direttamente in campo o in aula, dipendentemente dalla strategia educativa),  <strong>riprodurre quelle “parole chiave”</strong> su differenti supporti (<em>carta, sabbia, cartelli appositamente costruiti…</em>) di dimensioni e consistenze diverse in relazione alla specificità del problema.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nei problemi di calcolo, come l’incapacità di comprendere i concetti di base delle semplici operazioni, l’utilizzo di materiali riconducibili al nobile animale possono incentivare la predisposizione all’apprendimento sempre grazie alla motivazione.<br />
</span><span style="color: #000000;">Dividere equamente una certa quantità di carote in relazione al numero di cavalli da alimentare (<em>per non far differenze tra un animale e l’altro…</em> ) o raggiungere il numero corretto di strumenti necessari per la pulizia del cavallo, magari da ricercare con una piccola “caccia al tesoro” potrebbero essere occasioni di apprendimento su queste aree.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Queste sono solo alcune delle tante –<em>forse semplicistiche</em>- ipotesi di educazione informale da proporre ad un bambino con DSA; <strong>gli specifici interventi devono risultare sempre in linea con le soggettive esigenze del giovane</strong>, mentre una verifica periodica va a confermare l’efficacia del percorso intrapreso.<a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2011/12/bimbi.gif"><span style="color: #000000;"><img class="size-full wp-image-3125 alignright" title="bimbi" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2011/12/bimbi.gif" alt="" width="179" height="125" /></span></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Il piacere e la partecipazione attiva</strong> del piccolo alunno diventano così il volano motivazionale per costruire abilità senza particolari fatiche, sostenuta dall’abilità e dallo stile relazionale dell’educatore, collante per alimentare una “rinnovata” voglia di apprendere secondo una modalità educativa alternativa quanto efficace.</span></p>
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		<title>Ippoterapia: attività sempre più richiesta dalle Cooperative Sociali</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 16:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Equitazione Integrata]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[dispersione scolastica]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del comportamento alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[educazione alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[giovani a rischio]]></category>
		<category><![CDATA[progettazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Radicate sul territorio per offrire alle persone deboli un ambiente dal clima educativo e relazionale favorevole, le Cooperative Sociali da anni sono il naturale contenitore istituzionale del lavoro nel Terzo Settore. All&#8217;interno dei differenti servizi proposti da queste organizzazioni no profit vi sono i Centri Diurni per Disabili, i Centri Residenziali (ovvero le micro strutture [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Radicate sul territorio per offrire alle persone deboli un ambiente dal clima educativo e relazionale favorevole, le <strong>Cooperative Sociali</strong> da anni sono il naturale contenitore istituzionale del lavoro nel Terzo Settore.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">All&#8217;interno dei differenti servizi proposti da queste organizzazioni no profit vi sono i <strong>Centri Diurni per Disabili</strong>, i <strong>Centri Residenziali</strong> (ovvero le micro strutture a residenzialità parziale o totale dette “case famiglia”), Servizi per la formazione delle Autonomie (S.F.A.), la gestione in appalto dei <strong>Centri di Aggregazione Giovanile</strong> e tutti quei servizi integrati di supporto quale l&#8217;assistenza domiciliare o scolastica ad esempio.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">All&#8217;interno del mondo della Cooperazione Sociale vi sono moltissimi altri servizi, spesso estremamente differenti tra loro in relazione alla tipologia di utenza alla quale si rivolgono, dipendenti anche dall&#8217;indirizzo delle cooperative stesse (se di tipo A, volta all&#8217;area assistenziale ed al benessere della persona, se di tipo B, indirizzata allo sviluppo di esperienze lavorative finalizzate all&#8217;inserimento delle persone svantaggiate nel ciclo produttivo per un maggiore sviluppo dell&#8217;indipendenza personale).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Sulla base delle esigenze e bisogni del singolo ospite-utente, soggetto con caratteristiche uniche, viene stilato un <strong>progetto individualizzato</strong> di carattere socio-educativo, ricreativo, assistenziale o riabilitativo, finalizzato ad incrementare le <em>abilità residue</em>, a promuovere il massimo livello raggiungibile di <strong>autonomia</strong> e la più spinta <strong>socializzazione</strong> radicata al territorio di appartenenza.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per mantenere e migliorare le competenze e per promuovere una vita sociale, la più ricca possibile di stimolazioni, vengono proposti interventi sulla persona o di gruppo, con laboratori interni, tirocini socializzanti in ambiente esterno, attività musicali, riabilitative, di piscina, palestra, esperienze residenziali in luoghi di vacanza ecc…</span></p>
<h1><span style="color: #000000;">Quando le attività mediate dal cavallo entrano nel campo educativo&#8230;<br />
</span></h1>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2011/07/rieducazione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2266" title="rieducazione" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2011/07/rieducazione.jpg" alt="" width="139" height="126" /></a>Iniziative promosse all’aria aperta e fuori dai contesti “istituzionali” riscuotono sempre più interesse ed attenzione da parte delle cooperative sociali, complice il valore aggiunto di un clima di educazione informale che vede un più immediato ritorno sul piano del raggiungimento degli obiettivi perseguibili e sull’apprezzamento degli utenti coinvolti in queste particolari attività.<br />
Tra le proposte a diretto contatto con gli animali <strong>la rieducazione equestre</strong> è quella in assoluto tra le più ricercate ed incentivate nel Terzo Settore, complice l’ormai riconosciuto apporto della mediazione del cavallo per il benessere dei soggetti con problemi non solo di tipo intellettivo &#8211; relazionale o  motorio, ma anche a rischio di devianza o emarginazione sociale. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">Gli stessi</span><strong> </strong></span><a href="http://www.equitabile.it/equitazione-integrata/perche-diventare-tecnico-di-equitazione-integrata/" target="_blank"><strong>educatori professionali</strong></a> <span style="color: #000000;">riconoscono da tempo il valore aggiunto di un intervento mediato dal cavallo e delle attività assistite dagli animali in genere, spesso incentivando l’approccio informale all’aria aperta con le attività più propriamente tradizionali svolte all’interno delle strutture educative istituzionali.<br />
Molti lavoratori del Sociale, complice una innata passione verso il mondo animale, si avvicinano sempre più frequentemente all’equitazione integrata o alla mediazione equestre per promuovere direttamente gli <strong>interventi educativi</strong> sui loro utenti o per acquisire maggiori elementi per collaborare con l’operatore tecnico durante le riprese in sella.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Se promossa da personale qualificato, disponibile ad un sinergico <strong>lavoro in equipe con la struttura inviante</strong>, è possibile adattare le specifiche progettualità sulla persona al contesto equestre, non solo nelle attività propriamente in sella ma anche e soprattutto nel cosiddetto “<strong>lavoro a terra</strong>”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Attraverso le attività proposte per mezzo del cavallo è possibile indirizzare gli interventi su un ampio ventaglio di <strong>obiettivi di tipo educativo</strong><em>,</em> <strong>psicomotorio</strong> o <strong>riabilitativo</strong> puro, dove spesso i confini tra le differenti aree si intersecano per massimizzare le stimolazioni sulla persona, spaziando dalle autonomie relazionali, allo sviluppo della motricità (fine e grossolana), alla stimolazione della sfera attentiva e mnemonica, fino allo sviluppo delle abilità di problem solving e planning. L’integrazione delle componenti di equilibrio, di propriocezione, della lateralizzazione, del raggiungimento della normalizzazione del tono muscolare e del raddrizzamento sono ulteriori elementi che vanno a sommarsi ad un approccio metodologico globale che vede nell’apporto del nobile animale un fondamentale elemento dall’<strong>insostituibile valore aggiunto</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’area della comunicazione empatica e dell’interscambio affettivo – relazionale con l’animale possono imprimere inoltre  un grande <strong>beneficio</strong> sul piano <strong>motivazionale</strong>: il cavallo è un soggetto dalla forte polarizzazione affettiva, capace di smuovere <strong>intense emozioni</strong> e, di riflesso, stimolare la condivisione e la comunicazione con gli altri protagonisti coinvolti nell’attività.</span></p>
<h1><span style="color: #ff0000;">I differenti interventi mediati dal cavallo<br />
</span></h1>
<p><span style="color: #000000;">E’ importante una <strong>valutazione preliminare dei possibili fruitori</strong> alle attività mediate dal cavallo, considerando non solo le aspettative della persona ma soprattutto ponderando al meglio gli obiettivi che l’equipe desidera perseguire con questo specifico intervento; una condivisione di questi aspetti, oltre alla definizione delle eventuali <strong>patologie indicate o meno</strong> all’equitazione integrata, permetterà certamente di individuare i soggetti con le più ampie possibilità di riuscita nelle esercitazioni e di tararne le reali potenzialità nel contesto equestre.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Attività che “sulla carta” dovrebbero prevedere 30-45 minuti di intervento sulla persona spesso non possono vedere una piena realizzazione per questioni puramente organizzative e pratiche, oppure di tipo economico; negli appalti con gli Enti Locali, le cooperative sono soggette a garantire un certo numero di servizi (tra i quali anche la rieducazione equestre) per i loro utenti: ci si trova così a mediare tra qualità del servizio e numero di fruitori coinvolti che, all’interno del loro calendario settimanale si trovano a svolgere una serie di iniziative interne ed esterne alla struttura.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2011/07/educazione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2268" title="educazione" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2011/07/educazione.jpg" alt="" width="169" height="125" /></a>Ecco perché nella fase organizzativa preliminare all’attività si rivela particolarmente vantaggioso definire con particolare oculatezza il tipo di intervento relativamente alle risorse a disposizione: le cooperative sociali in genere hanno a disposizione “da appalto” un certo budget per le differenti attività e questo obbligatoriamente pone dei limiti alla progettualità sull’utenza. Una buona condivisione sugli obiettivi prefissati e la possibilità di creare <strong>percorsi differenziati e specifici alle differenti esigenze</strong> permette agli educatori di scoprire una nuova modalità di approccio pedagogico, stimolando in loro <strong>una nuova spinta nel progettare sull’utenza</strong> in carico.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Pensare di promuovere attività equestre per 10 utenti in una mattina non avrebbe senso sotto l’aspetto educativo o riabilitativo &#8211; l’intervento si ridurrebbe al mero “giretto a cavallo”, iniziativa ludica “dignitosa” ma non certamente strutturata ad altri obiettivi più importanti- così come lo stilare un programma di lavoro stagionale (es. solo in primavera e/o autunno) per sfruttare i periodi belli dell’anno.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La rieducazione equestre come tutte le attività proposte in modo organico e professionale, prevede <strong>tempi e modalità di realizzazione ben definiti</strong>: per permettere all’equipe una opportuna valutazione periodica degli obiettivi perseguiti, si rende obbligatoria una scansione temporale che segua almeno il calendario scolastico (nove mesi) e che preveda in genere almeno 2-4 anni di intervento.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La poliedricità dell&#8217;intervento mediato dal cavallo sia nelle proposte in sella che nei progetti di tipo zooantropologico  permette la definizione di <strong>molteplici modalità di intervento</strong> in relazione alle specifiche particolarità dell&#8217;utenza coinvolta nelle attività.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">Da sottolineare che un intervento globale non deve prevedere la sola attività in sella perchè rischierebbe di denaturare le potenzialità della relazione con l&#8217;animale; le</span> <a href="http://www.equitabile.it/equitazione-integrata/le-potenzialita-del-lavoro-a-terra/" target="_blank"><strong>attività a terra</strong> </a><span style="color: #000000;">si rivelano complementari al montare in sella e spesso divengono sostitutive nei periodi dell&#8217;anno piovosi se non si ha a disposizione un maneggio coperto per garantire la continuità del percorso.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">La sinergia dei differenti interventi sulla persona ed un lavoro di equipe coordinato e opportunamente supervisionato potrà così permettere il <strong>raggiungimento di importanti risultati</strong> che spesso vedono una continuità di un servizio particolarmente apprezzato dall’utenza, dagli educatori di riferimento e dalle famiglie.</span></p>
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		<title>Mediatori Equestri. Tra aspettative, obiettivi, pregiudizi e reali potenzialità d&#8217;intervento</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 16:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I primi passi]]></category>
		<category><![CDATA[Mediazione Equestre]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi si avvicina alla mediazione equestre molto spesso lo fa con le più differenti motivazioni ed aspettative. Molte persone partecipano ai nostri week-end di sensibilizzazione tematica con il solo obiettivo di conoscere un nuovo settore e le sue potenzialità nelle differenti aree del Sociale; la maggior parte degli interessati desidera però -giustamente- “tradurre in lavoro” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Chi si avvicina alla mediazione equestre molto spesso lo fa con le più differenti motivazioni ed aspettative. Molte persone partecipano ai nostri week-end di sensibilizzazione tematica con il solo obiettivo di conoscere un nuovo settore e le sue potenzialità nelle differenti aree del Sociale; la maggior parte degli interessati desidera però -giustamente- “tradurre in lavoro” questo investimento di tempo e denaro.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La strada non è impossibile ma prevede l’inevitabile gavetta e una buona dose di perseveranza!</span></p>
<p><span style="color: #000000;">I differenti background che caratterizzano tutte le persone con le quali interagiamo nei corsi sono certamente una importante risorsa, stimolando nuove occasioni di confronto e, alcune volte, anche di “scontro”: spesso, ad esempio, si considera Intercultura l’interazione con il bambino cinese o musulmano dimenticando che anche il popolo Rom (con tutti i pregiudizi veri e presunti sulla loro stirpe) rientra in questo raggio d’azione, così come il riconoscimento di alcuni problemi comportamentali possono rientrare più o meno direttamente nell’ambito della disabilità (pensiamo al cosiddetto “handicap indotto” riconducibile a forme di deprivazione esperenziale particolarmente deficitarie… alla malattia mentale… oppure ai disturbi alimentari, senza voler peccare in un eccessivo pressapochismo da generalizzazione forzata).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/03/pregiudizi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3592" title="pregiudizi" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/03/pregiudizi.jpg" alt="" width="206" height="139" /></a></span><span style="color: #000000;">I</span><span style="color: #000000;">l problema è forse quello di conoscere le tante sfaccettature del mond</span><span style="color: #000000;">o delle diversità etnico-religiose e delle diverse abilità, e della nostra predisposizione –vera o presunta- all’interazione con particolari target di utenti potenziali… Il primo ostacolo da affrontare per il mediatore è proprio questo: riconoscere eventuali –possibili quanto naturali- pregiudizi e lavorare su se stessi per saperli affrontare positivamente ed oggettivamente!</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Purtroppo non è pensabile che  due week-end possano fornire tutte le competenze e abilità  tecnico-operative atte a creare un operatore completo: in tal senso la buona intenzione di <strong>EQUITABILE®</strong> è quella di fornire le basi che dovranno obbligatoriamente venire implementate con ulteriore studio, per  sintetizzare la conoscenza del cavallo e del Terzo Settore (disabilità, disagio, Intercultura o, semplicemente rischio di emarginazione) in chiave inclusiva.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">I tirocini presso centri operanti sul territorio diventano una importante opportunità di maturazione professionale per l’ottenimento di quella pratica che differenzia un “semplice tecnico” da un “bravo tecnico”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Non è importante  solo il lavoro a diretto contatto con il cavallo</strong>: molte persone rischiano di ridurre le potenzialità della mediazione equestre alla sola sfera relazionale, dove l’interazione con il nobile animale e le attività a terra sono alla base di questi specifici interventi…</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E’ facile per un appassionato di cavalli concentrarsi su queste iniziative da svolgersi in maneggio o fattoria: questo grazie ad una certa esperienza sul campo che fa ritenere il futuro mediatore di avere maggiori proposte da sviluppare rispetto ad una sfera di intervento -quella referenziale, appunto- forse meno “immediata” e dal taglio più educativo ed ideativo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il rischio è però quello di cadere nei luoghi comuni di una “pet therapy casereccia” che inevitabilmente monopolizzerebbe gli interventi ad un <strong>riduttivo ventaglio di proposte</strong> finalizzate alla conoscenza del cavallo, alla sua pulizia, alimentazione e poco altro in aggiunta.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>La mediazione equestre è molto più di un semplice intervento di animazione ricreativa</strong>: è educazione informale, ma è sempre educazione!<br />
Come tale va promossa con una particolare <em>forma mentis</em>,  che unisca i basilari principi pedagogici e relazionali a con una certa predisposizione alla programmazione ed alla gestione di interventi individualizzati al bisogno del singolo (e del gruppo all’interno del quale questo è calato).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Senza questo tipo di approccio è facile cadere nel “<em>non saper più che cosa raccontare</em>” e, per riempire le ore di intervento, cedere ad una attività che vede nella messa in sella <strong>il surrogato di una incapacità di fondo del mediatore</strong>, oltre ad essere in pieno contrasto formale con il nostro Regolamento Tecnico di Settore.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il gruppo. Che si concentri l’attenzione sulla persona a rischio di esclusione, <strong>non significa automaticamente che i Progetti di Mediazione Equestre sono rivolti esclusivamente ai soli soggetti deboli</strong> : l’azione mediante deve inevitabilmente confrontarsi con un gruppo nel quale la persona che presenta caratteristiche deficitarie è inclusa. Per questo motivo le proposte debbono venire calibrate e progettate favorendo quegli aspetti semantici che caratterizzano e differenziano il nostro Movimento: l’accoglienza inclusiva e la partecipazione attiva dei più deboli.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Sebbene questo sia il fine ultimo, questo non significa che vi possano essere fasi operative che prevedano azioni preliminari in rapporto 1:1 con la persona debole che, opportunamente valutata e preparata ad una accoglienza in gruppi più o meno numerosi, possa venire inclusa in attività che avranno lo scopo di creare positivi spunti di confronto tra le diversità.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/03/intercultura.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3591" title="intercultura" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/03/intercultura-300x206.jpg" alt="" width="164" height="124" /></a>In aggiunta, <strong>accoglienza significa anche lavorare sul sensibilizzare gli “altri” alle diversità</strong>: vi possono così essere progetti di mediazione equestri rivolti esclusivamente a normo-dotati… Immaginiamo di parlare di interculturalità in una classe di soli italiani: facendo riferimento ai cavalli in branco oppure ai differenti colori dei loro mantelli è possibile creare laboratori o psicodrammi in aula atti ad imparare le dinamiche di accoglienza ed abbattimento dei pregiudizi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le <strong>attività di carattere referenziale</strong> proposte lontano dalla vista del cavallo “vero” possono così diventare occasioni facilitanti per il raggiungimento di questi obiettivi oltre ad essere particolarmente economiche e comodamente realizzabili: si pensi alla Scuola dell’Obbligo che non avendo moltissime risorse può proporre interventi educativi e di sensibilizzazione alle marginalità a costi contenuti e senza eccessivi impegni dettati dalle trasferte da e per il maneggio/fattoria…</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tutto questo è probabilmente più facile da comprendere e realizzare per coloro che hanno provenienze educative vere e proprie (insegnanti, educatori coordinatori di gruppi giovanili ecc..) e che si sentono più pronti nel gestire situazioni e relazioni di gruppo fuori dal naturale contesto equestre. Questo però non significa che chi ha una spiccata provenienza equestre debba per forza  avere difficoltà in un nuovo ambiente come quello scolastico, di Centro Diurno per Disabili o di Aggregazione Giovanile … E’ solo necessario un naturale sforzo di riadattamento!</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alla luce di queste variabili è forse più chiaro che la figura del Mediatore Equestre non è inferiore ad altre figure tecniche e non è un lavoro affatto semplice: uno dei punti di forza di questo particolare ambito di intervento deve essere la sinergia da richiedere all’Ente fruitore del servizio da “esperto” e della collaborazione gomito a gomito con l’insegnante/educatore di riferimento che potrà essere un valido aiuto durante le attività.</span></p>
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		<title>Ippoterapia: meglio un progetto temporaneo o continuativo?</title>
		<link>http://www.equitabile.it/lavoro-nel-sociale/ippoterapia-meglio-un-progetto-temporaneo-o-continuativo/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 17:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro Nel Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[durata di un progetto di ippoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[progettualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si viene contattati da potenziali utenti che desiderano intraprendere un percorso di rieducazione equestre è necessario definire in prima battuta non solo gli obiettivi, le modalità dell’intervento e la sua fattibilità rispetto alle soggettive peculiarità dei potenziali fruitori: è indispensabile stabilire anche i termini temporali del progetto. Questo fattore spesso dipende da molte variabili, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Quando si viene contattati da potenziali utenti che desiderano <strong>intraprendere un percorso di rieducazione equestre</strong> è necessario definire in prima battuta non solo gli obiettivi, le modalità dell’intervento e la sua fattibilità rispetto alle soggettive peculiarità dei potenziali fruitori: è indispensabile stabilire anche i termini temporali del progetto. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questo fattore spesso dipende da molte variabili, più o meno esplicitate nelle fasi preliminari alla realizzazione del progetto che, a prima vista, possono sintetizzarsi nelle <strong>risorse economiche e strutturali</strong> del “cliente” o dell’Ente che si cura di inviare suoi affiliati (soci o utenti). Ma non solo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Molti praticanti l’ippoterapia si iscrivono</strong> alle attività di maneggio <strong>in forma privata</strong> (provenienti e accompagnati all’attività dalle singole famiglie) <strong>o per mezzo di gruppi organizzati</strong> (Centri Diurni delle Cooperative Sociali o Centri Residenziali per Disabili, Scuola dell’Obbligo, Associazioni locali, ecc.) ai quali è demandata la gestione delle attività interne ed esterne alla struttura.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Queste differenti modalità di partecipazione sono già di per se una variabile importante per organizzare l’intervento sul fronte qualitativo e quantitativo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In genere agli utenti “privati” (spesso giovani in età evolutiva o seguiti dalle famiglie in modo particolarmente attento) vengono proposte <strong>attività annuali secondo il calendario scolastico</strong>, da settembre a giugno: sono questi i praticanti che tendono a mantenere negli anni una certa fidelizzazione al progetto e che hanno una maggiore possibilità di venire ulteriormente sostenuti dalle famiglie nella partecipazione ad eventi o manifestazioni come ulteriore occasione di partecipazione alla vita associativa del <strong>centro di ippoterapia</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Con gli Enti il discorso può essere differente. Spesso le risorse non permettono l’effettuazione di attività continuative della durata di un intero anno e diventa indispensabile calibrare l’intervento su specifici periodi di attività.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Va da se che gli obiettivi di queste proposte devono venire inderogabilmente adattati sulla base delle reali potenzialità del percorso.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/02/gita.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3576" title="gita" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/02/gita-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>I <strong>progetti nella Scuola dell’Obbligo</strong> sono l’esempio lampante: i continui tagli impongono agli istituti non solo la scelta di un’attività piuttosto che un’altra (e sappiamo tutti che i progetti equestri hanno di per se costi sicuramente superiori rispetto ad altre iniziative&#8230;) ma anche la definizione di un budget sempre più esiguo. Diventa così importante non solo l&#8217;originalità della proposta e la sua ottimale presentazione a chi di dovere: elementi come i tempi e modi di <a href="http://www.equitabile.it/educazione-informale/come-presentare-un-progetto-di-equitazione-integrata-nella-scuola-dell%E2%80%99obbligo/" target="_blank"><strong>presentazione dei progetti nella scuola dell&#8217;obbligo</strong></a> sono fondamentali per avere buone possibilità di realizzazione di una iniziativa volta agli alunni più deboli.</span><br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alcuni Centri Diurni o Comunità prediligono lo svolgimento delle <strong>attività esterne solo in alcuni periodi dell’anno</strong> (in genere in primavera) per evitare che i loro utenti si possano ammalare o per incentivare altre proposte all’interno della propria sede.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Si possono però realizzare progetti continuativi ed a lungo termine se la Cooperativa Sociale che gestisce un servizio comunale è chiamata da appalto a proporre ai propri utenti lo specifico servizio di <strong>attività mediata dal cavallo</strong> secondo i termini contrattuali che deve rispettare nei confronti dell’Ente Locale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In genere, all’atto dell’inizio di una attività equestre proposta a nuovi Enti che manifestano la volontà di promuovere l’intervento equestre in modo continuativo può rivelarsi opportuno suggerire un <strong>progetto pilota</strong> di breve durata. Questo -soprattutto se l’interlocutore non conosce il nostro servizio- <strong>per permettere una verifica sul campo dei primi risultati e del livello di apprezzamento</strong> degli utenti a conferma delle potenzialità dell’iniziativa. A questa fase preliminare “di prova generale” dovrebbe aver seguito l’attività vera e propria della durata dell’intero anno se il progetto risponde alle aspettative del fruitore finale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E’ ovvio che <strong>tutti i centri equestri ed operatori del settore vorrebbero garantita la continuità degli interventi</strong> per una migliore stimolazione dell’utenza e per ridurre i periodi morti che impongono inevitabilmente una sorta di ciclico re-inizio di attività.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>L’attività continuativa sarebbe quindi la scelta migliore</strong> per verificare apprezzabili risultati e per dare un vero senso educativo e riabilitativo all’intervento. Sarebbe anche la scelta più gettonata per gli stessi operatori che, in questo modo, vedrebbero più garantito il loro impegno lavorativo in un contesto professionale ancora troppo precarizzante&#8230;</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Fino ad ora l’accento è stato posto su alcuni degli aspetti -importanti ma non univoci- nella definizione temporale dei progetti di <strong>ippoterapia per disabili</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E’ indubbio che per proporre attività continuative nel tempo <strong>è indispensabile disporre di una struttura sufficientemente organizzata</strong>, non solo sul fronte degli <a href="http://www.equitabile.it/i-primi-passi/il-maneggio-ideale-per-lippoterapia-il-campo-di-lavoro/" target="_blank">impianti</a> e delle risorse umane (tecnici con differenti specializzazioni, sintesi di competenze integrate per la costruzione della più completa equipe di lavoro), ma anche rispetto all’azione promozionale e del dinamismo che potrebbe imporre eventuali spostamenti su differenti sedi operative per avvicinarsi a nuova potenziale utenza.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Non è obbligatorio avere la struttura di proprietà</strong>: spesso, infatti, si utilizzano sedi (maneggi) di altre associazioni che mettono a disposizione i propri impianti sportivi per la nostra attività previo pagamento del “fermo struttura” nei modi e nei tempi stabiliti da apposito contratto tra le parti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Se da un lato avere a disposizione un centro equestre dotato di cavalli idonei, un campo coperto ed una club-house riscaldata (meglio se facilmente collegate) è alla base della continuità alla quale si dovrebbe aspirare anche nei periodi piovosi o invernali, dall’altro sono importanti la pubblicizzazione sul territorio ed un contatto in rete con le agenzie locali preposte allo sviluppo di iniziative nel Sociale per dar vita a nuove idee che potrebbero vedere coinvolto il nostro servizio.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per concludere: non è detto che i <strong>progetti di ippoterapia</strong> possano vedere una continuità ed una regolare conferma da parte dell&#8217;utenza per i motivi più differenti e per la continua ricerca di nuove stimolazioni per il benessere della persona.<br />
Garantire un valido servizio professionale aiuta certamente nel fidelizzare il praticante (la sua famiglia o l&#8217;Ente inviante) ma non assicura -purtroppo- la continuità del progetto stesso; il consiglio è sempre quello di lavorare su obiettivi progressivi e raggiungibili per dare sempre un valore aggiunto al nostro servizio perchè le proposte serie ripagano sempre, siano esse di breve durata che promosse su lunghi periodi.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il sollevatore meccanico: è indispensabile per montare in sella?</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 15:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Equitazione Integrata]]></category>
		<category><![CDATA[ausili e strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[ausili per montare a cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[sollevatore per montare in sella]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi lavora nel campo della riabilitazione equestre sa benissimo che vi sono circostanze nelle quali alcune procedure impongono una buona dose di fatica fisica; spesso le figure tecniche che gravitano nel setting di intervento sono in prevalenza femminili e questo può rendere ancor più difficoltoso il tutto. Le componenti deficitarie di alcuni utenti, soprattutto se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Chi  lavora nel campo della riabilitazione equestre sa benissimo che vi sono  circostanze nelle quali alcune procedure impongono una buona dose di <strong>fatica fisica</strong>;  spesso le figure tecniche che gravitano nel setting di intervento sono  in prevalenza femminili e questo può rendere ancor più difficoltoso il  tutto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le  componenti deficitarie di alcuni utenti, soprattutto se caratterizzati  da impacci motori particolarmente gravi (fino alla totale impossibilità  di movimento come le paralisi) diventano così delle discriminanti che  debbono venire affrontate; la messa in atto di particolari accorgimenti o  procedure, insieme all’<a href="http://www.equitabile.it/equitazione-integrata/ippoterapia-gli-strumenti-ed-ausili-idonei-per-una-corretta-attivita/" target="_blank"><strong>utilizzo di specifici ausili</strong></a> possono diventare  l’occasione per superare queste difficoltà e permettere un intervento  efficace.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Uno dei momenti più critici nelle <strong>attività a cavallo per disabili</strong> è proprio la messa in sella; quando ci si rivolge a praticanti affetti  da emiparesi -costretti a muoversi in carrozzina per l’impossibilità ad  utilizzare gli arti inferiori- le azioni per permettere il montare a  cavallo sono particolarmente difficoltose; difficoltà determinate da una  serie di variabili, tra le quali possiamo menzionare il peso del  soggetto e l’eventuale difficoltà nella divaricazione delle gambe.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Relativamente  alla divaricazione degli arti inferiori è possibile pensare ad azioni  svolte dal terapista per “richiamare” quella minima tonicità ed  elasticità articolare atte ad affrontare positivamente la situazione  equestre; rispetto alla messa in sella, sebbene esistano differenti <strong>procedure per mettere a cavallo un disabile motorio</strong>,  il numero dei tecnici (e la relativa forza fisica dei singoli)  opportunamente coordinati tra loro determina la buona riuscita  dell’azione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le tecniche che possono essere attuate sono fondamentalmente due: la salita “a duchessa” e quella “a principessa”. Nella prima è prevista la presenza di due tecnici, nella seconda di tre.  Sono queste particolari procedure che prevedono azioni coordinate e  sequenziali tra gli operatori che, debitamente indottrinati e sinergici  tra loro, provvedono alla <strong>salita e discesa da cavallo</strong> dell’utente con paralisi (o grave difficoltà </span><span style="color: #000000;">motoria) agli arti inferiori.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/02/sollevatore.jpg"><img class="size-medium wp-image-3514 alignright" title="sollevatore" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/02/sollevatore-300x240.jpg" alt="" width="197" height="157" /></a></span><span style="color: #000000;">Sebbene sia  un impegno fisico c</span><span style="color: #000000;">he viene diviso tra più persone l’impatto sul  singolo operatore può rivelarsi dannoso a causa di sollecitazioni sulla  colonna vertebrale che potrebbero evolvere nel tempo in “<strong>malattia professionale</strong>”:  per ridurre questo rischio in materia di salute e sicurezza nei luoghi  di lavoro (vedi anche il Testo Unico 81/2008) potrebbe rivelarsi  particolarmente utile l’utilizzo di un <strong>sollevatore meccanico</strong> che evita fatiche inutili da parte degli operatori preservandoli da possibili danni.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Esistono diverse soluzioni realizzabili con il semplice ingegno del <strong>“fai da te”</strong> o adattate da altre situazioni: è da dire che sono le risorse più  economiche in assoluto sebbene possano risentire di criticità formali  relative al </span><a href="http://www.salute.gov.it/dispositivi/paginainternasf.jsp?id=14&amp;menu=elenchi" target="_blank">collaudo</a> <span style="color: #000000;">o utilizzo non consono all’originaria creazione del dispositivo…</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Parallelamente <strong>dispositivi creati “ad oc”</strong> possono evitare queste possibili difficoltà burocratiche ma, come  rovescio della medaglia, prevedono costi più evidenti che poche realtà  –forse- sarebbero in grado di acquistare con risorse proprie; un  investimento, certo, la cui importanza è direttamente proporzionale al  numero (e tipologia) dei fruitori all’interno del centro di ippoterapia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In genere i sistemi di sollevamento utilizzano il <strong>principio della piattaforma elevatrice o del sollevamento tramite imbracatura</strong>;  entrambi necessitano sicuramente di accorgimenti ed adattamenti alla  destinazione d’uso finale anche se -a nostro avviso- il migliore è  ancora quello ad imbracatura.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/02/sollevatore_imbracatura.jpg"><img class="size-medium wp-image-3515 alignright" title="sollevatore_imbracatura" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/02/sollevatore_imbracatura-195x300.jpg" alt="" width="143" height="220" /></a></span><span style="color: #000000;">Premesso  che entrambe le soluzioni sono praticamente fisse (con tutto ciò che ne  consegue in materia di pro e contro), le piattaforme elevatrici  impongono dimensioni forse eccessive per consentire la presenza su di  esse non solo dell’utente in carrozzina ma anche di due persone alle  quali -per giunta- non viene eliminato completamente il lavoro (e la  fatica) nel provvedere manualmente alla seconda parte della salita: una  volta raggiunta l’altezza ottimale il personale dovrà trasferire la  persona dalla carrozzina alla sella con la sola forza fisica…<br />
Praticamente quello che si farebbe utilizzando una semplice rampa, per  giunta più economica, coerente con il contesto equestre e certamente  meno impegnativa da costruire e movimentare (oltre alla possibile  pericolosità della piattaforma di fronte ad erronei avvicinamenti del  cavallo o paure dell’animale rispetto a probabili rumori  elettromeccanici dell’ausilio).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il sistema a piattaforma elevatrice si rivela così la soluzione più efficiente e sicura anche a livello di <strong>avvicinamento e benessere psicologico del cavallo</strong> nell’accettare questa modalità speciale di salita sul suo dorso.</span></p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/KkEq0lQ8MmI?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><span style="color: #000000;">Desideriamo lasciare aperte alcune domande al libero commento dei lettori:</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>-</strong> Un sistema di sollevamento meccanico <strong>non rischia di &#8220;togliere&#8221; un po&#8217; di dignità all&#8217;utente</strong> che si vede i<span style="color: #000000;">ssare</span> in sella in modo un pò &#8220;spersonalizzato&#8221;?</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>- Possono  aumentare i rischi</strong> di fronte a possibili  male-interpretazioni da parte del cavallo che non vede bene cosa stia  succedendo sopra la sua testa??</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>- Quanti  centri possono permettersi economicamente un investimento di questo tipo</strong> anche in relazione al fatto che -spesso- sono ospiti di altrui  strutture equestri???</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La sezione commenti potrà essere una valida occasione di confronto e interazione&#8230;</span></p>
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		<title>La valutazione dello stato di salute del cavallo prima dell’inizio del lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 20:32:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I primi passi]]></category>
		<category><![CDATA[benessere del cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[cura del cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[prendersi cura del cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi lavora a diretto contatto con i cavalli sa benissimo quanto sia importante il loro mantenimento in perfetto stato di salute con azioni non solo preventive ma anche di tipo gestionale per garantire il più ampio margine di benessere ed una lunga aspettativa di vita lavorativa. Nel settore della riabilitazione equestre come nelle scuole di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Chi lavora a diretto contatto con i cavalli sa benissimo quanto sia importante il loro mantenimento in perfetto stato di salute con azioni non solo preventive ma anche di tipo gestionale per garantire il più ampio margine di benessere ed <strong>una lunga aspettativa di vita lavorativa</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nel settore della riabilitazione equestre come nelle scuole di equitazione per principianti spesso l’utilizzo di animali di una certa età (spesso purtroppo con patologie croniche) impone un maggiore impegno per mantenere in piena efficienza l’intero parco cavalli.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Non è solo l’amore che ci muove verso il nostro compagno a quattro zampe ad investire tempo e risorse nel gestirlo al meglio; vi è una oggettiva motivazione –forse fredda ma molto concreta- dettata dalle possibili conseguenze derivanti da una cattiva cura: esborsi economici particolarmente onerosi per l’intervento del veterinario e delle eventuali terapie, indisponibilità temporanea del cavallo al lavoro per permettergli la completa guarigione e la conseguente riorganizzazione del servizio per la mancanza di un “collega”…</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Quando si entra in maneggio per iniziare le procedure preliminari alle nostre attività equestri la prima cosa da valutare è così la condizione di salute dei nostri cavalli.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Non è necessario essere dei veterinari per svolgere queste azioni: la convivenza quotidiana con il nobile animale permette di farsi “l’occhio” sulle peculiarità dei singoli soggetti presenti in scuderia e sui loro soggettivi comportamenti riferiti alle diverse situazioni e momenti della giornata.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In genere, <strong>quando si entra in scuderia si effettua un primo giro di ricognizione</strong> per osservare velocemente i cavalli e valutare se presentano comportamenti in linea con le loro singole caratteristiche; verosimilmente, essendo animali sociali e curiosi di natura, tenderanno a prestare attenzione alla nostra presenza e, se la prima attività è quella di somministrare le profende, si potrebbero rivelare particolarmente attivi –chi più, chi meno- nell’attesa della razione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Anche i rumori sono importanti: è difficile spiegarlo a parole, ma chi passa molte ore in una scuderia è perfettamente in grado di discernere i <strong>rumori “normali” da quelli atipici</strong> che possono spaziare dal caratteristico suono della levetta del beverino quando stimolata dal cavallo per ottenere acqua (l’impianto idrico è rotto, chiuso o le condutture sono congelate) alla goccia continua di un impianto di erogazione bloccato, al frastuono di un cavallo imboxato o al rumore del continuo sdraiarsi e rotolarsi di un <strong>cavallo in </strong><strong>colica</strong>…</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/01/cavallo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3410" title="cavallo" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/01/cavallo.jpg" alt="" width="147" height="115" /></a>Quando un soggetto abituato ad avvicinarsi alla porta del box al nostro passaggio (o al recinto, se ha la fortuna di stare al paddock) non si comporta come suo solito si dovrebbe iniziare a prestare <strong>una certa attenzione</strong>, senza però trasalire in una ossessiva preoccupazione: questo è solo <strong>un possibile campanello d’allarme</strong> che non deve obbligatoriamente condurre al peggio.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Se durante l’osservazione più approfondita verifichiamo che la lettiera del box è molto disordinata e non si vedono segni di sporco (fiante) molto probabilmente è in corso una <strong><a href="http://www.equitabile.it/equitazione-integrata/quando-il-cavallo-manifesta-i-sintomi-di-una-colica/" target="_self">colica intestinale</a></strong>, uno dei grandi rischi ai quali i cavalli sono soggetti esternando attività e comportamenti ben riconoscibili.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Certe volte capita che il cavallo si muova rigidamente, con grandi difficoltà o non appoggia un arto a terra: potrebbe essere colpito da un <strong>blocco muscolare</strong>, da un <strong>crampo</strong> o da una <strong>zoppia</strong>. Il pensiero dovrebbe andare alle attività del giorno precedente, se ha galoppato troppo o su terreni duri, se è stato ferrato e potrebbe essere in corso un processo infiammatorio causato da una inchiodatura… tante possibilità ed ipotesi!</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Non vogliamo entrare nel merito delle azioni da effettuare di fronte a questa o quella patologia: certamente l’osservazione dell’animale e dei suoi livelli basali sono un importante riferimento da <strong>comunicare al veterinario</strong> di fiducia che, valutata la situazione, provvederà a dare i primi consigli in attesa del suo arrivo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Molto spesso le più probabili criticità che si manifestano in scuderia sono relativamente semplici da risolvere, come ad esempio il cavallo che manifesta <strong>irrequietezza per sete</strong>: il beverino è pieno dei suoi escrementi e, ovviamente non beve…</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/01/scuderia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3413" title="scuderia" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/01/scuderia.jpg" alt="" width="213" height="170" /></a>A parte queste situazioni più o meno frequenti, se il primo giro di scuderia e l’eventuale somministrazione di profende non ha evidenziato criticità, il momento successivo per una valutazione più specifica dell’animale è quello durante il quale si effettua il grooming.<br />
</span><span style="color: #000000;">In questa fase il <strong>contatto diretto</strong> e la prossimità con il cavallo permettono l’osservazione dei differenti comparti corporei del soggetto e del suo umore nella relazione; è così possibile osservare tutte quelle situazioni che solo la vicinanza permettono di saggiare con efficienza: un fettone imputridito o un ferro allentato, un inizio di micosi o una scheggia delle pareti del box sotto cute, un taglio o abrasione provocati nella notte o un gonfiore agli arti&#8230;</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le successive attività in avvicinamento al lavoro in campo (selvaggio e conduzione in maneggio) sono anch’esse importanti per l’osservazione dello stato di salute del cavallo; attività che qualunque vero professionista deve curare nei minimi dettagli per garantire un servizio sicuro all’utenza ma piacevole e nel pieno benessere per i cavalli che ha in carico.</span></p>
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		<title>Le origini della motivazione del tecnico di equitazione integrata</title>
		<link>http://www.equitabile.it/lavoro-nel-sociale/le-origini-della-motivazione-del-tecnico-di-equitazione-integrata/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 19:35:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro Nel Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro nel sociale]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La decisione di intraprendere un percorso lavorativo (o puramente volontaristico) nel campo del Sociale trae spesso origine da una intima predisposizione nel voler fare qualcosa di buono per i meno fortunati. Chi gravita nel Terzo Settore ha vissuto molto probabilmente un coinvolgimento diretto –spesso familiare- rispetto ad una specifica problematica: non è raro infatti interloquire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">La decisione di intraprendere un percorso lavorativo (o puramente volontaristico) nel campo del Sociale trae spesso origine da una intima predisposizione nel voler fare qualcosa di buono per i meno fortunati.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Chi gravita nel <strong>Terzo Settore</strong> ha vissuto molto probabilmente un coinvolgimento diretto –spesso familiare- rispetto ad una specifica problematica: non è raro infatti interloquire con “addetti ai lavori” che hanno un parente molto prossimo in condizione di disagio o handicap.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In alcune circostanze gli stessi operatori del settore hanno vissuto ancor più intimamente e sulla propria pelle gli effetti di un disagio, malessere o invalidità: sono queste le situazioni più “particolari” perché implicano un grande lavoro su se stessi per accettare una condizione che può segnare l’intera esistenza ma che, una volta superata in modo efficace, diventa occasione per infondere più forza alle proprie azioni soprattutto se divengono d’aiuto per soggetti deboli.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questo tipo di esperienza diretta diviene nel tempo il volano motivazionale che segna certamente la vita delle persone e che può indurle a perseguire due percorsi diametralmente antitetici: rinchiudersi nella non accettazione del problema (spesso negandone l’evidenza a tutti i costi) oppure dedicandosi attivamente e positivamente alla ricerca di soluzioni e sinergie, non solo riferite al benessere del proprio congiunto ma anche allargandone gli effetti sull’intera comunità.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Da questo presupposto sono nate e cresciute nel tempo associazioni di persone che, riconoscendosi in una comune esperienza di vita, lavorano sul territorio o su larga scala per raggiungere specifici obiettivi, spesso volti al benessere ed all’accoglienza di quel particolare target di utenza. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Anche nel mondo equestre si assiste ad iniziative di questo tipo che vedono la partecipazione di più soggetti che si uniscono per <a href="http://www.equitabile.it/i-primi-passi/i-vantaggi-di-creare-una-associazione-per-promuovere-l%e2%80%99equitazione-integrata-in-autonomia/" target="_blank"><strong>creare un’associazione</strong> </a>che abbia l’obiettivo di sviluppare benessere ed inclusione attraverso il cavallo mediante azioni che possono spaziare dall’<strong>ippoterapia</strong> tradizionale allo <strong>sport equestre</strong> agonistico, per passare attraverso iniziative di tipo ludico-educativo come quelle riconducibili all’ <strong>equitazione integrata™</strong> .</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In settori di nicchia come il nostro si tende ad unire questa intima predisposizione al Sociale con la passione per quello stupendo animale che è il cavallo (un piccolo rimando al motto di <strong>EQUITABILE®</strong>…): spesso, avendo verificato direttamente sul campo o in forma puramente teorica mediante lo studio di letture scientifiche, si da il via ad un progetto di attività equestre “speciale” grazie ad una rete di soggetti che si riconoscono nell’iniziativa e che portano in dote esperienze e competenze specifiche per la realizzazione dell’iniziativa.<span style="color: #000000;"><a href="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/01/atipici.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3376" title="atipici" src="http://www.equitabile.it/wp-content/uploads/2012/01/atipici-300x264.jpg" alt="" width="161" height="161" /></a></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">La volontà nel mettersi di servizio è il motore per affrontare le difficoltà e criticità di una attività che, pur dalle grandi soddisfazioni, cela veramente molte insidie e difficoltà, soprattutto nell’accondiscendere troppo spesso con <strong>una realtà non pienamente in linea con le più rosee aspettative</strong>.  Il riferimento è relativo innanzitutto ad una tipologia di lavoro certamente atipico e su collaborazioni -spesso occasionali- con poche sicurezze e tutele sul fronte contrattuale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Vi è inoltre un doveroso e costante adattamento del tecnico a strutture (e cavalli) non pienamente idonee all’attività, disponibilità di spazi spesso “rubati” ad altre attività di maneggio e spesso ad una contrastante visione del servizio che rischia di venire strumentalizzato per ipotetici -o sperati- benefici che il centro equestre trarrebbe grazie ad una attività del sociale… strutture coperte, finanziamenti ecc…<br />
</span><span style="color: #000000;"><strong>Sperare di far soldi</strong> da una attività equestre nel sociale è al limite della più ingenua utopia: come tutte le attività del Terzo Settore anche la rieducazione equestre subisce i continui tagli, con l’aggravante della ridotta priorità rispetto a servizi socialmente più importanti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tutto questo rischia di produrre <a href="http://www.equitabile.it/lavoro-nel-sociale/le-esigenze-dei-tecnici-di-ippoterapia/" target="_blank">disagio</a> nell&#8217;operatore sociale che nelle circostanze più estreme getta la spugna per eccessivi sovraccarichi di responsabilità e di disattenzione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Chi opera nel Sociale ben conosce questi argomenti e, pur indignandosi per tutte queste &#8221;difficoltà progressive&#8221; nelle quali viene quotidianamente catapultato, continua una battaglia quasi personale per non lasciare che i deboli siano sempre più deboli ed i forti sempre più forti, secondo una visione dove le risorse umane mantengono una posizione di privilegio rispetto al mero capitale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In fondo è la storica guerra tra la concezione profit e quella no-profit della nostra Società…</span></p>
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